Studio di Psicomotricità 

specializzato nell'età 0-8 anni

Saronno

 

 

 

LO SVILUPPO MOTORIO E IL LINGUAGGIO 0-3 ANNI

Il movimento ha un ruolo centrale nello sviluppo sella capacità immaginativa a partire dalle fasi embrionali.
L’embrione è anzitutto un organismo motorio: nella fase embrionale, in quella fetale e in quella della prima infanzia dove l’azione precede la sensazione.  I movimenti non sono un puro meccanismo o un mezzo per ottenere qualcosa, ma esercitano un ruolo importante nella formazione della mente, condizionano l’apprendimento e sono alla base del linguaggio. Tuttavia, è importante sottolineare che ciascun bambino ha il proprio ritmo di sviluppo e impara le diverse abilità scegliendo i tempi e i modi che meglio gli si adattano . I bambini, infatti, possono saltare determinate tappe motorie, non mettendo più in atto alcune competenze per un dato periodo e riscoprendole in periodi successivi. La stimolazione ambientale deve essere destinata a dare impulso a funzioni già esistenti nell’area di sviluppo potenziale del soggetto, suscettibili di essere attivate mediante stimoli appropriati. Questo significa che solo se il bambino e' maturo a livello cerebrale a recepire nuove stimolazioni queste gli permetteranno una nuova acquisizione. Il linguaggio legato all’aspetto motorio può essere considerato come un sistema simbolico di comunicazione. Infatti fin dai primi sorrisi e dai primi pianti, la mamma/il papà e gli adulti che si prendono cura di lui sono in grado di interpretare il suo comportamento, di trattarlo come un soggetto attivo nell’interazione e di adeguare la propria attività all’interesse che egli manifesta in un certo momento, condividendo con lui l’attenzione. In generale, ben prima che si manifesti nel bambino l’intenzionalità comunicativa, il genitore reagisce ai suoi segnali come se fossero intenzionali. Le risposte del genitore hanno la funzione di costruire delle situazioni che il bambino può riconoscere come familiari e di riempire di significati condivisi gli scambi interattivi. Tuttavia, il linguaggio utilizzato in queste situazioni è molto diverso da quello comunemente utilizzato in una comunicazione tra adulti e viene definito " 
baby talk” (BT). Esso è una semplificazione della lingua materna caratterizzato da frasi brevi, numerose ripetizioni e da un tono esageratamente alto; implica una modalità di produzione più lenta e fluente in cui le parole vengono ripetute e pronunciate più chiaramente e le pause del discorso sono più lunghe.
In conclusione, il bambino impara ad usare il linguaggio anche grazie al ripetersi di situazioni familiari e stereotipate, all’interno delle quali l’adulto fornisce un sostegno alla strutturazione delle parole e poi delle frasi.
Il bambino impara così a fare con le parole ciò che prima era già capace di fare senza.



Scrivi commento

Commenti: 0